Dal 1° gennaio 2026 è abolita “Opzione donna”

La legge di bilancio dello Stato, approvata in via definitiva il 30 dicembre scorso, abolisce Opzione Donna, misura che consentiva di andare in pensione anticipata calcolando l’assegno interamente con il sistema contributivo, mentre lascia intatte le regole sulle finestre e sul riscatto della laurea. Interviene poi sull’aumento dei requisiti per l’accesso alla pensione, legati all’aspettativa di vita; infatti invece dell’aumento di tre mesi a partire dal 2027, di fatto automatico una volta calcolata l’aspettativa di vita, è previsto l’incremento di un mese dal 1^ gennaio 2027 e di tre mesi complessivi (incluso il mese di cui si è detto) dal 1^ gennaio 2028. Nel 2026 si andrà ancora in pensione di vecchiaia con 67 anni di età, oppure in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi oltre a tre mesi di finestra mobile (un anno in meno le donne). Poi dal 2027 i requisiti aumenteranno di un mese e dal 2028 di tre mesi.

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